Cos’è la vita

Tre anni fa ci fu chi (avendo sempre ragione senza mai porsi dubbi: che fortuna) strillò che “Eluana è stata uccisa” o “Hanno lasciato morire Eluana” o parlò di condanna a morte.

Che dire…

Non conoscevo Eluana anche se probabilmente ne sarebbe valso la pena e forse l’avrei trovata più simpatica dei tanti suoi sedicenti “amici” che volevano regalarle una “vita” a base di pannoloni e clisteri ogni tot giorni, alimentazione con sondino e preparati farmaceutici, anticonvulsivi, orecchie piagate per il decubito forzato in posizione girata ecc.

Non conoscevo una ragazza cui è stato impedito di morire in pace per un tempo quasi uguale a quello che ha potuto vivere con coscienza di sé.

Conosco però il mio desiderio di vita. E “vita” non è, per me, un letto d’ospedale, un tubo nel naso, pannolini, incoscienza, pii e malintenzionati che mi augurano di restare incinta perché ho ancora il mestruo, no grazie.

Vita è tutto ciò che mi consente di scrivere adesso sulla tastiera, fornicare domani col mio grande amore, mangiare per strada porcate alle ore sbagliate ed ascoltare gruppi rock di senzadio. Vita è quell’insieme di sensazioni miracolose che mi permettono di piangere, soffrire, incazzarmi, sbagliare.

La vita è quella che vivo e non subisco senza nemmeno sapere d’esserci, anima morta in un corpo tenuto a forza in vita.

Odio la violenza e le falsità, maledizione.

Non ho mai avuto paura della morte, nemmeno da bambina. Della non morte, del sopravvivere senza senso, senza la capacità di dire “adesso basta”, del dolore di chi rimane e mi vede andare allo sfascio come una nave abbandonata ai cantieri… questo è uno scenario da incubo.

Chi è “per la vita”, chi la rispetta? Chi t’infila una sonda che pompa preparati farmaceutici (certo non pizza e gelato) nello stomaco? Chi dice che il tuo corpo morto che non riesce a morire ama passeggiare in giardino imbragato ad una carrozzina e che ha conservato i “corsi” mensili e quindi potresti anche partorire (immagino che se la mia vita finisse tranciata in quel modo, diventare nonni sarebbe giusto la consolazione che i miei genitori desidererebbero)?

Rispetto troppo la vita per imporne i pezzi sfasciati a chicchessia, così come io non li voglio per me, se non si possono rimettere più insieme. Tutto, tutto posso accettare, ma che mi sia risparmiata l’umiliazione di finire in quel modo, di finire senza finire.

Rispetto chi preferisce “abbandonarsi” e “sperare nel miracolo”. Ma io ai miracoli non ci credo.

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About faunita

Voi artisti mI chiamate borghese, e i borghesi son tentati di mettermi in prigione.
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One Response to Cos’è la vita

  1. samantagiambarresi ha detto:

    è un argomento tanto delicato che, penso, nessuno possa puntare il dito e dire ciò che è giusto o sbagliato. Invece viene fatto! Si giudica l’altro, la sua scelta e il suo dolore. Come spieghi tu, non è vita quella, e sperare in un miracolo? Non sono mai piaciuta al signor Miracolo!

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