… Era tanto un bravo figliolo, siora mia!

Pare che la violenza sessuale di gruppo – fenomeno diffuso da sempre e sulla cui inciviltà ed orrore non è il caso di spendere parole superflue – non sia più un reato da “strapparsi i capelli” e quindi tale da richiedere, oltre alle urla ai microfoni di Studio Aperto anche il carcere per quelli che la pongono in essere.

Si potrebbe ritenere, esagerando un po’ ma mica tanto, che ad una parte dei parlamentari la violenza sessuale di gruppo non paia tanto grave. O, più banalmente, che, se come spesso succede è compiuta non dai soliti extracomunitari, bensì da “bravi ragazzi” di “buona famiglia” e come tali dipinti dai vicini di casa… Beh allora, dicevo, non è poi qualcosa per cui stracciarsi se vesti: la ragazza ci stava o dava l’aria di starci e comunque, si Sto arrivando!, l’uomo è cacciatore. Il maschilismo becero giunge infatti a degradare il presunto “sesso forte” a bestia istupidita dal testosterone e capace di violenze inenarrabili pur di giustificare l’ingiustificabile. Piacevoli contraddizioni, se non fosse che gli stupri dei “branchi” sono ben più reali dei deliri dei vari maschilisti complessati.

C’è stupro e stupro, dopotutto.
Se ti violentano “due rom” è uno stupro eticamente accettabile e può anche diventare giusta causa di roghi e spedizioni punitive. Se invece lo stupro non c’è stato (ma un esame ginecologico familiare ha scoperto che hai fatto sesso prima del matrimonio) sei un svergognata.

Se ti violentano in casa, come nella stra-grande maggioranza dei casi (negata spesso dai maschilisti di cui sopra, per cui lo stupro del partner evidentemente non è stupro e le violenze sessuali son sempre inventate salvo che non servano come miccia per dar contro all’uomo nero, i babau degli adulti) o son mozze o chi ti crede, con che faccia affronterai i vicini che sparleranno dietro le porte chiuse, i processi in cui la colpevole sarai tu, le denunce che solleveranno sopracciglia e smorfie ironiche e incredule, le varie voci di benintenzionati buonisti sul dimenticare, perdonare, domandarsi se non è Tua colpa, tua colpa, tua grandissima colpa, il medico del Pronto Soccorso che ti nega la pillola del giorno dopo, l’aggressore conosciuto che sai bene non la digerirà affatto e se lo denunci dopo so’ cazzi e lo sai, c’è chi è capace di “andare in televisione” per dire che non è successo nulla, che lei ci stava, che la vittima è lui.

Lo stupro è riconosciuto come tale se compiuto da un soggetto abbastanza outsider da potergli imputare di aver in qualche modo “rubato” qualcosa che apparteneva ad altri – alla donna, forse, sicuramente al di lei padre o marito, ancor più sicuramente a tutta una comunità. Se a stuprare è “uno di noi” allora l’effetto è paralizzante: davvero succede questo? Ma come può…? No che non può. È stata lei. Lei lo ha provocato. Quelli come noi non lo fanno, e non lo fanno perchè sono come noi e noi certe cose non le facciamo (perchè?).

Mi domando perchè stereotipo voglia che la donna violentata tipo sia quella che va in giro in bui vicoli metropolitani con minigonna e calza a rete (una rappresentazione grafica della vittima come un potenziale oggetto sessuale, abbigliata “da richiamo” che solletica istinti bestiali che i giustificazionisti non provano neppure a porre in discussione) e mai la ragazzetta in jeans (come Yara Gambirasio, aspirante Maria Goretti in salsa padana, semprechè non si scopra che a ucciderla è stato qualcuno “dei nostri”) o la donna anziana, o la bambina, o la figlia, la moglie, la donna disabile, la sorella. La donna comune. La donna. Non “l’oggetto sessuale”.

Lo stupro non ha nulla di sessuale. Non ha a che fare con desideri di piacere o smanie di “congiunzione carnale” e chi lo crede davvero forse forse dovrebbe farsi qualche domandina. Se la vittima di stupro ha provocato sessualmente, allora anche bambine e donne anziane (categorie fragili per definizione) “tentano” con minigonne e giarrettiere come foto e filmati d’archivio e vecchie leggende metropolitane cianciano??

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About faunita

Voi artisti mI chiamate borghese, e i borghesi son tentati di mettermi in prigione.
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