La cattiveria del lunedì

Esistono persone delle quali si può fare a meno, che esistono solo per essere evitate. Tra le mie fortune annovero la conoscenza di alcuni esemplari di questa curiosa specie.

Ragazze glamour in versione “santamariagoretti”, magari un filino modernizzata. Non si difendono da stupratori al grido di “Dio non vuole” ma sono prontissime a tacciare chiunque non gli garbi di aver attentato alle loro virtù.  

A caccia di un principe azzurro munito di carte di credito senza limiti di credito e d’intelligenza con molti limiti, spesso e volentieri – per loro sfortuna – bruttarelle nonostante le spese ingenti (con carta di credito del principe azzurro) in vestiti dal prezzo pieno di zeri.

Ferventi cattoliche, vogliono la croce in tutti gli edifici e hanno il terrore che gli ussari e i cosacchi arrivino galoppando a rubargli le borse Prada e gli Iphone, si sposeranno in Chiesa dopo tanto sesso prematrimoniale e cornetti (ma non quelli che si mangiano) e credono che l’Islam sia la religione dei brutti e cattivi che vogliono distruggere il presepe dei buoni cattolici, che gli ebrei abbiano crocifisso Gesù perché era cristiano (sic) e che Eluana facesse le passeggiatine in giardino e andasse anche in crociera. In effetti spandono molta carità cristiana, soprattutto con i piccoli Rom che fanno mangèl (=fare la questua in lingua romanì) davanti al bolide del principe azzurro fermo al semaforo (uuuh, sono sporchi, rubano i bambini!!!)  e con tutti coloro che non la pensano come loro.

Il problema delle santarelline glamour è che generalmente non pensano.

O meglio, pensano solo a come acchiaare il principe azzurro e svuotargli il conto corrente. E come eventualmente non farsi scoprire in flagranza di corna, specie se interclassiste (Lady Chatterley docet, anche se la piccola, paffuta ingenua Connie è tutto sommato simpatica anche se non eccelsamente intelligente).

La loro fonte di apprendimento quotidiano è la televisione e Facebook, dove hanno una quantità di amici, tutti copiati dal profilo del fidanzato. Sì, perché le sante glamour – a differenza delle pupe glamour normali, che vivono in branchi di 4-5 e svolgono molte delle loro funzioni vitali quotidiane come lo shopping solo collettivamente – non hanno un amico degno di questo nome, eccezion fatta per l’ultimo paio di Manolo Blahnik anche se non ci sanno ben camminare.

Le altre ragazze, si sa, sono pericolose. O ti rubano il principe azzurro, o ti fanno piangere in cinque minuti per la tua ignoranza, magari contraddicendoti quando dici castronerie colossali. O peggio ancora, pur senza spendere in un giorno il reddito mensile d’una famiglia, appaiono cos’ì diabolicamente felici da costringerle a postare cuoricini e messaggi cuoriciosi al moroso con regolarità ossessiva per ricordare al popolo di Facebook la loro posizione.

Meglio rifugiarsi tra le calde braccia del principe azzurro e di tutti quelli che fan finta di essergli amici e amiche, sempre pronti a dire “sì, cara, come sei intelligente, come ti ama, come sei bella, sei proprio fantastica” e poi a sparlare dietro, ma soavemente. E poi loro mai le ruberebbero le Manolo Blahnik.

Ma soprattutto, c’è la televisione. Le veline – loro idoli segreti e venerati con molta più devozione delle comuni santità cattocristiane – sono comunque sempre meno fascinose di loro (glielo ripete sempre il principe azzurro!) e chi s’incazza quando coteste fanciulle vengono trasmutate in ministro è “solo invidioso”.

Dopotutto, anche a loro piacerebbe fare le ministre, avendo le idee ben chiare su tutto o quasi lo scibile umano. Per esempio, sanno cos’è Gomorra di Saviano avendolo visto sullo scaffale delle librerie (ci sono entrate a caccia di DVD romantici) e senz’averlo letto son pronte a stroncarlo perchè “parla male dell’Italia”. Odiano anche Saviano, principalmente per i pochi capelli e perché non fa inchieste gustose come quelle delle Iene. Sono anche pronte a confrontarsi con temi di bioetica (l’aborto proprio no, cavoli, mica puoi giocarti così la possibilità di incastrare il moroso) e filosofia (leggere annoia, loro non hanno mai letto un libro) e di attualità (sono spesso devote a Sarah Scazzi, Yara Gambirasio e le altre).

Amano decantare la propria superiorità morale e purezza, convincendo tutti meno se stesse. Sulla “purezza” in senso hmm diciamo cattolico si può dubitare, ma che siano pure e monde da contaminazioni culturali è assodato e al loro cospetto mi levo il cappello e piego i ginocchi.

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About faunita

Voi artisti mI chiamate borghese, e i borghesi son tentati di mettermi in prigione.
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