Non chiamatemi “principessa”

Quelli che sembrano Barbie e Ken al di là di strascichi d’acne o pance debordanti. A quelli che si chiamano “amore” e altre cose. A quelli che “ti amo più della mia stessa vita”. E che si abbarbicano l’uno all’altra perché due solitudini magari fanno una compagnia, ma anche no.

E quelle che poi vengono beccate in flagranza di corna, specie in situazioni alla Lady Chatterley, con tutto il rispetto per il povero D.H. Lawrence (vagamente maschilista, ma vabbé, spero proprio che in un post-romanzo ideale il buon Mellors si becchi un ictus che lo lasci mezzo rinscemito e paralizzato come Cliff Chattelery e Connie lo pianti in asso e se la cavi alla grande da sola, magari con un sacco di amichetti occasionali).

E quelli che “pagano come Bancomat” per tenersi stretta la donzella ed evitare sbandamenti extraconiugali?

 Quando sento un uomo chiamare “principessa” la sua donna, mi viene in mente la principessa sul pisello. Che probabilmente oggi avrebbe tradito il principe azzurro nel giro di tre-sei mesi, salvo poi urlare ai quattro venti “è stato lui, mi molesta, mi stalkera, aiuto aiuto!”… o peggio ancora “Lui mi ama più di te, tu non mi dai più attenzioni, mi dai per scontata” un pisello sotto il letto può provocare molti guai, e non solo i lividi della fiaba di Andersen.

Perché essere “principesse”, dopotutto? Attenzione, ragazze, poi arriva la Regina Madre, spesso non entusiasta e tremendamente possessiva, a riordinare gli oggetti in casa, a invadere il frigo con l’orata al forno già pronta per la domenica, ad offrire finta amicizia per sorvegliarti da vicino e a spiarti con quel modino tanto carino del tipo “mah, sarai adatta a mio figlio? Bada che se lo rovini io rovino te, anche se tutto sommato meglio con te che sfigato com’era prima”.

Le Regine Madri e derivati sono, nelle fiabe, personaggi mica tanto simpatici, quindi attenzione qualora la fiaba dovesse avverarsi, c’è sempre un nemico in agguato!

 Il principe azzurro generalmente è un adulto fatto e finito, non necessariamente sosia di Brad Pitt, tendenzialmente mammone, con la mentalità e maturità di quando aveva sette anni, salvo il fatto che adesso usa giocattoli per adulti, dalla magica carta di credito (che ha sostituito il bacio per la pulzella, adesso è bene offrire pegni d’amore più tangibili) a vari altri strumenti che nemmeno la bacchetta magica della fata madrina. Speriamo che nessuna Strega Cattiva (una tipa più avvenente, ad esempio) faccia irruzione nel magico mondo fatato, o la principessa tornerà in fretta Cenerentola.

E Cenerentola, china a lavar le scale perché tanto il principe azzurro (un altro? Be’ le principesse anche se decadute son sempre a caccia di nuovi principi azzurri…. azzurri come l’azzurro di Forza Italia, le cui tendenze politiche in effetti bem si confanno loro) la amerà (e appena portata a casa le metterà in mano il bastone dello Swiffer e protesterà perché la cena non è ancora pronta), per carità…

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Voi artisti mI chiamate borghese, e i borghesi son tentati di mettermi in prigione.
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